Un rito teatrale collettivo in tre movimenti

LA SPECIE STORTA

A partire dal 2020, Congerie ha dato vita a La specie storta, un rito teatrale collettivo in tre movimenti orchestrato da Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi. Esaminando il tema della stortura come marchio costitutivo si è costruito il progetto nel segno di una duplice gestazione: un lavoro teorico attorno al tema dell'infanzia degenerata, aperto a molteplici contaminazioni (tra cui: La crociata dei bambini di Marcel Schwob, le ricerche di Félix Guattari e Fernand Deligny, gli studi sulla favola e il simbolico di Rubina Giorgi), e una sperimentazione sul campo, condotta a Valle Cascia, nelle Marche, insieme al gruppo di performer, scenografi, ricercatori e ricercatrici che compone Congerie. La componente biografica del gruppo è vitale nella sviluppo della partitura concettuale, che è "incarnata nei corpi", così come importante è il rapporto con il territorio: la comunità di Valle Cascia conta infatti 400 abitanti e, sebbene così piccola, convive con una fornace abbandonata dal 2012 che si estende su 25.000 mq nel mezzo del centro abitato in cui vi sono estese coperture di amianto. Il lavoro è stato dunque concepito nel segno di una radicale riattivazione dei luoghi, volto a coinvolgere la comunità in un esercizio teatrale aperto e non pacificato. Importanti sono state anche le collaborazioni attivate nel corso dei due movimenti, con il sostegno della Regione Marche, e contributi grafici (Franko B, Enrico Pantani, Giuditta Chiaraluce), musicali (Omero Affede, Isabella Carloni), scenografici (grazie all'attivazione di un dialogo con l'Accademia Belle Arti Macerata e con l'Accademia Belle Arti di Urbino). Un progetto teatrale come ipotesi di vicarianza; sconfessione della catastrofe: non una ginnastica di raddrizzamento, ma «una postura della valanga».

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La manovra dello sbando
Secondo movimento

 

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Strane partenze
Primo movimento

 

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