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Teatro

L'Ufficio delle Tenebre

Una favola per uomini, bestie e piante rampicanti

Un processo che l’assemblea degli animali rivolge alla memoria del Novecento. Un lavoro che indaga il ricordo collettivo, la storia operaia di Valle Cascia, e i nuovi dibattiti sull’ecologia dell’immaginazione.

Una nuova trilogia, un processo che l’assemblea degli animali rivolge alla memoria del 900; un lavoro che indaga il ricordo collettivo, la storia operaia di Valle Cascia, e i nuovi dibattiti sull’ecologia dell’immaginazione. Un rito teatrale che coinvolge ancora una volta l’intera comunità.

"Se questa è la loro giustizia
se questo è il loro tribunale
noi cosa c’entriamo?"

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ANCHE L'EDERA S'ARRAMPICA SULLA STORIA

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“Anche l’edera s’arrampica sulla storia” è il terzo movimento dell'Ufficio delle Tenebre, la trilogia teatrale situata nell'ex fornace di Valle Cascia. 

Nel cortile di una grande fabbrica di mattoni, nel giorno del crollo dell’ultima ciminiera, s’incontrano le vicende di bestie, operai, ribelli, padroni e guardie al disarmo. In questo ultimo capitolo di L’ufficio delle tenebre, dopo la lotta fratricida e la condanna della rivoluzione, il processo che gli animali hanno rivolto alla memoria del Novecento incontra l’Edera: figura di ciò che si arrampica sulla storia, di ciò che cresce tra le pieghe, e che spacca l’idea della catastrofe. Una malerba teatrale, un resto di luce dopo l’eclisse, un ultimo attraversamento dell’ex Fornace Smorlesi, nel suo regno di frantumi e rinascite.

Orchestrazione:

Danilo Maglio e Giorgiomaria Cornelio
 

Coreografia e regia dei movimenti:

Danilo Maglio


Scrittura di scena:

Giorgiomaria Cornelio


Con:

Linda Baldantoni, Filippo Baldelli, Bettina Bernardi, Ambra Borgiani, Valentina Compagnucci, Umberto Cornelio, Sofia Del Zozzo, Andrea Giannoni, Eugenia Fera, Valentina Lauducci, Cristina Nocioni, Lorenzo Orazi, Carolina Sala, Rodolfo Salustri, Iris Zanicotti​

Canti e partiture musicali:

Omero Affede, Enrico Bordoni, Simone Doria, Micaela Piccinini​

Corpo in processione:

Giulia Pigliapoco

Ideazione e costruzione macchine sceniche:

Anita Lombardi


con:

Federica Sanna, Paolo Saputo, Maria Talotta, Iris Zanicotti
e il supporto di: Simone Ciampichetti​

Sartoria e ideazione costumi di scena:

Mavranyma


Sarta di scena:

Adele Ariozzi

Memoria di luce:

Samuel Cimma, Francesco Finotto, Rebecca Lambertucci, Alessandro Truffa

Pellicola:

Filippo Luzi

Memoria video:

Mattia Biserni, Lorenzo Dell’Agnese, Jacopo Pezzoli

Segno:

Giuditta Chiaraluce

Custodia della fornace:

Paolo Dignani

Produzione e comunicazione:

Congerie

Un ringraziamento a:

Daniele Dalmazi e Walter Valloreo

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ADESSO VATTENE,
FRATELLO MIO

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"Adesso vattene fratello mio" è il secondo movimento dell'Ufficio delle Tenebre, la trilogia teatrale situata nell'ex fornace di Valle Cascia. 

Una favola di uomini, bestie e piante rampicanti, con un processo rivolto alla memoria del Novecento. 

In questo secondo movimento è in scena la lotta fratricida, l'inevitabilità dichiarata della guerra come tenacia marziale, opera di coloni ideologici. 

Ma qualcosa sfugge: l'incrinatura, lo spazio di una rivolta contro l'opera ereditaria del sangue. 

Orchestrazione:

Giorgiomaria Cornelio e Danilo Maglio 


Scrittura di scena:

Giorgiomaria Cornelio 


Coreografia dello spazio scenico:

Danilo Maglio 


Con:

Linda Baldantoni, Ambra Borgiani, Donella Bucca, Valentina Compagnucci, Andrea Giannoni, Valentina Lauducci, Elena Martusciello, Lara Morresi, Cristina Nocioni, Lorenzo Orazi, Giulia Pigliapoco, Daniele Quintabà, Lucamatteo Rossi, Carolina Sala, Rodolfo Salustri


E con:

Salvatore Bellanova, Mattia Biserni, Umberto Cornelio, Anita Lombardi, Roberto Mariani, Niccolò Peraino, Matteo Squadroni


Canti e partiture musicali:

Omero Affede, Enrico Bordoni, Simone Doria, Micaela Piccinini

Corpo in processione:

Sofia Del Zozzo 


Apertura della scena:

Afelio, performance di Gaia De Megni con Gloria Dorliguzzo


Coreografia marziale:

Donella Bucca


Ideazione e costruzione macchine sceniche:

Daniele Quintabà

 

con l’aiuto di:

Mattia Biserni, Simone Ciampichetti, Anita Lombardi, Andrea Petrassi


Cura dello spazio scenico:

Anita Lombardi

Sartoria e ideazione costumi di scena:

Mavranyma

Cura delle vesti:

Bogdan Robert Bodros

Scienza cosmetica:

Lorenzo Zavatta 

Memoria di luce:

Lucas Begendi, Alessio Bongianino, Maria Elisabetta Casco, Samuel Cimma, Lorenzo Dell’Agnese, Marco Lombardini, Alessandro Truffa, Massimo Zanconi

Libretto di fabbrica:

Filippo Luzi, con la direzione artistica di Samuel Cimma

Segno:

Giuditta Chiaraluce

Custodia della fornace:

Paolo Dignani

Produzione e comunicazione:

Congerie

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IN QUEST'ORA RIPIDA

Nel cortile di una grande fabbrica di mattoni, nei giorni del crollo dell’ultima ciminiera, s’incontrano le vicende di bestie, operai, ribellatori, padroni e guardie al disarmo.

L'ora è ripida. La sirena lo annuncia: c'è un compito a cui ognuno sembra convocato; un ufficio delle tenebre. A turno, mentre Scantaocchio sta preparando la sua rivolta, le bestie prendono parola. Fanno il processo alla cronaca terrestre: agli uomini, alle  rivoluzioni, ai terrori e alle loro scottature. Fanno il processo sapendo che lo perderanno, come è già avvenuto.

Al centro, su un letto di ferro, giace Lisa, colei che continua a dimenticare; è un secolo addormentato nel proprio trapasso, con la placenta ancora gonfia di miserie. ​

Da qualche parte, intanto, l’Edera ha iniziato ad arrampicarsi sulla storia.

Orchestrazione e scrittura di scena:

Giorgiomaria Cornelio


Regia dell'incastro:

Danilo Maglio


Propedeutica alla scena e controtempo del gesto:

Francesca Rossi Brunori


Con:

Riccardo Capitani, Diana Caponi, Valentina Compagnucci, Valentina Lauducci, Elena Martusciello, Elisa Michelini, Lorenzo Orazi, Giulia Pigliapoco, Danicle Quintabà, Lucamattco Rossi, Rodolfo Salustri, Linda e Andrea


Coro degli operai:

Margherita Alpi, Salvatore Bellanova, Ambra Borgiani, Meri Buzo, Aren, Umberto Cornelio, Veronica Formiconi, Roberto Mariani, Lara Morresi, Cristina Nocioni, Lorenza Salvatori, Matteo Squadroni


Canti e partiture musicali:

Omero Affede, Enrico Bordoni, Simone Doria, Micaela Piccinini

 

Coreografia del colpo:

Donella Bucca


Ideazione spazi e macchine di scena:

Daniele Quintabà, Aren


Sartoria e ideazione dei costumi di scena:

Mavranyma


Scienza cosmetica:

Lorenzo Zavatra


Memoria di luce:

Samuel Cimma, Lorenzo Dell'Agnese, Esther Fantuzzi, Federico Feliciorti, Marco Lombardini, Federico Mosca, P. Pavanelli, Matteo Piacenti, Marco Reghelin, Massimo Zanconi

Produzione:

Congerie

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La specie storta

Un rito teatrale collettivo in tre movimenti

A partire dal 2020, Congerie ha dato vita a La specie storta, un rito teatrale collettivo in tre movimenti orchestrato da Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi. Esaminando il tema della stortura come marchio costitutivo si è costruito il progetto nel segno di una duplice gestazione: un lavoro teorico attorno al tema dell'infanzia degenerata, aperto a molteplici contaminazioni (tra cui: La crociata dei bambini di Marcel Schwob, le ricerche di Félix Guattari e Fernand Deligny, gli studi sulla favola e il simbolico di Rubina Giorgi), e una sperimentazione sul campo, condotta a Valle Cascia, nelle Marche, insieme al gruppo di performer, scenografi, ricercatori e ricercatrici che compone Congerie.

Un progetto teatrale come ipotesi di vicarianza; sconfessione della catastrofe: non una ginnastica di raddrizzamento, ma «una postura della valanga».

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Fossili di rivolta

Un rito teatrale collettivo orchestrato da:

Lucamatteo Rossi e Giorgiomaria Cornelio.

Con:

Elena Martusciello, Veronica Formiconi, Giulia Pigliapoco, Valentina Lauducci, Diana Caponi, Alessia Zanconi, Lucamatteo Rossi, Silvia Veroli, Valentina Compagnucci, Riccardo Capitani, Nicola Lauducci


E con:

Andrea, Arianna, Costanza, Linda, Rebecca.​

Canti e partiture musicali:

Omero Affede, Enrico Bordoni, Isabella Carloni

Spazi e macchine di scena:

Luca Luchetti, Elena Martusciello, Sofia Salomoni, Lucia Lancellotti, Clelia Cerboni Bajardi

Sartoria e ideazione dei costumi di scena:

Mavranyma

Produzione e comunicazione:

Congerie

Memoria e scritture di luce:

Gianmaria Pennesi

Immagine del manifesto:

Enrico Pantani

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La manovra dello sbando

Un rito teatrale collettivo orchestrato da:

Lucamatteo Rossi e Giorgiomaria Cornelio.

Con:

Elena Martusciello, Giulia Pigliapoco, Diana Caponi, Alessia Zanconi, Valentina Lauducci, Lucamatteo Rossi, Lorenzo Orazi, Rodolfo Salustri, Riccardo Capitani, Valentina Compagnucci, Lorenzo Malloni

E con:

Erika, Linda, Rebecca, Costanza, Arianna, Andrea

Coro:

Elisa Michelini, Donatella Bucca, Meri Buzo, Veronica Formiconi

Canti e partiture musicali:

Omero Affede, Enrico Bordoni, Isabella Carloni

Spazi e macchine di scena:

Luca Luchetti, Elena Martusciello, Sofia Salomoni

Sartoria e ideazione dei costumi di scena:

Mavranyma

Documentazione, memoria fotografica:

Serena Scarpacci, Gianmaria Pennesi, Giulio Malloni

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Strane partenze

Un rito teatrale collettivo orchestrato da:

Lucamatteo Rossi e Giorgiomaria Cornelio.

Con:

Riccardo Capitani, Diana Caponi, Valentina Compagnucci, Veronica Formiconi, Elena Martusciello, Irene Mazzuferi, Giulia Pigliapoco, Eleonora Tosi, Silvia Veroli, Alessia Zanconi, Lucia Zippilli

Coro delle bimbe:

Andrea, Arianna, Costanza, Linda, Rebecca, Viola​

Scenografie:

Luca Luchetti

Musici:

Omero Affede, Roberto Garofolo

Tecnico del suono:

Frankie Wah

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