MATURARE VERSO L'INFANZIA

27 - 28 - 29  AGOSTO 2020

 a cura di Diana Caponi e Giulia Pigliapoco

Mi sembra che il genere d’arte che mi sta a cuore, sia proprio una regressione, sia un’infanzia reintegrata. Se fosse possibile riportare indietro lo sviluppo, raggiungere di nuovo l’infanzia attraverso una strada tortuosa — possederla ancora una volta, piena e illimitata — sarebbe l’avveramento dell’“epoca geniale”, dei “tempi messianici”, che ci sono stati promessi e giurati da tutte le mitologie. Il mio ideale è “maturare” verso l’infanzia. Questa sarebbe l’autentica maturità. 

Bruno Schulz 

 

“Maturare verso l’infanzia” è il punto focale della ricerca per le mostre della seconda edizione dei Fumi della fornace. A partire dagli studi antipedagogici di Walter Benjamin e di Deligny si propone di abitare l’infanzia come luogo del diverso, ma anche come luogo di passaggio, di transizione e di mutamento, che sia occasione di risveglio per la comunità: una regressione evolutiva. “L’infanzia che determina le pratiche dello spazio sviluppa in seguito i suoi effetti, prolifera, inonda gli spazi privati e pubblici, disfa le superfici leggibili, e crea nella città pianificata una città «metaforica» o in spostamento”. (Michael de Certeau)

Seguendo la pratica portante di ribaltamento nella fruizione dei luoghi, le mostre di artisti personali e collettive si espandono e propagano in ulteriori spazi permettendo allo spettatore una percezione ancora più ampia e meno stabile della frazione, una prospettiva pluridirezionale che chiede di perdersi e di riscoprire il sotterraneo, l’abbandonato, il dimenticato. Si mettono in relazione varie tipologie di artisti, collegando l’opera di Ruben Boari, bambino di undici anni, con Franco Scataglini, tra i maggiori esponenti della poesia italiana del Secondo Novecento, oltre ad artisti locali che contribuiscono a tracciare una narrazione complessa sul tema dell’infanzia come pratica di rinnovamento e riscoperta.