Rosa Orsa
a cura di Simone Doria e Francesca Marcaccio
Opening
20/08/2026, ore 18:30
EX ALIMENTARI PALAZZI ROSA
21-22-23/08/2026, dalle 16:30 alle 22:00
EX ALIMENTARI PALAZZI ROSA
INGRESSO LIBERO
ROSA ORSA nasce come un paesaggio attraversabile, una macchina scenica e sensibile che si attiva nello spazio di una saracinesca, luogo di transito, lavoro e sospensione. Il titolo custodisce la memoria dell'edificio che ospita la rassegna – un palazzo rosa, organismo urbano esausto – e una tensione simbolica che rimane aperta: animale e insegna, rifugio e minaccia, presenza notturna che continua a muoversi nel buio. La fine della festa non è un epilogo ma una soglia, il momento in cui il rito collettivo collassa e lascia emergere ciò che persiste. Le pratiche di Ado Brandimarte, Daniele Di Girolamo, Stefano Ventili, Simone Doria, Marzio Zorio, Simone Marconi e Iacopo Pinelli convivono come organismi autonomi e interdipendenti, generando un unico corpo percettivo fatto di attriti, sfasamenti e risonanze. ROSA ORSA diventa così una riflessione sul dopo: dopo il rito, dopo la produzione, dopo l'euforia collettiva. Uno spazio sospeso tra rovina e possibilità, in cui la vibrazione continua a propagarsi.
Concerto per quattro battiti è una performance sonora in cui quattro performer diffondono in tempo reale il proprio battito cardiaco attraverso ecografi audio applicati al petto. Ne nasce una composizione imprevedibile, senza partitura, determinata dalle variazioni fisiche ed emotive dei corpi e dalla relazione con lo spazio e il pubblico. Un paesaggio sonoro immersivo che rende udibile l'invisibile e trasforma il ritmo del cuore in esperienza collettiva.
Daniele Di Girolamo
Daniele Di Girolamo è un artista multidisciplinare che vive e lavora tra Malmö e Pescara. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e la Malmö Art Academy, sviluppando una pratica che attraversa scultura, suono, installazione e performance. La sua ricerca si concentra sulle relazioni tra gli elementi del mondo naturale e le modalità attraverso cui facciamo esperienza del tempo, della trasformazione e della reciprocità tra esseri, oggetti e ambienti. Attraverso sculture cinetiche, dispositivi sonori e installazioni, costruisce sistemi aperti che interagiscono con il contesto circostante e permettono al significato di modificarsi nel tempo attraverso la percezione e l’esperienza del pubblico. Parallelamente, sviluppa la performance sonora come spazio di ascolto e sperimentazione. Il suo lavoro indaga la dimensione effimera dei fenomeni, mettendo in relazione fragilità, cambiamento e processi di dissoluzione come elementi costitutivi dell’esperienza contemporanea. Tra le attività recenti figurano la residenza presso IASPIS di Stoccolma (2025), la performance sonora Why Control Everything? all’Inter Art Center di Malmö (2025), la mostra personale Misure di una Distanza presso Spazio Supernova a Roma (2024), la partecipazione a Materia Sonora all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid (2024) e la mostra personale Beautiful Things Fading Away presso KHM2 a Malmö (2023).
Stefano Ventilii
Stefano Ventilii (Sant’Omero, 1997) è un artista visivo che vive e lavora in Abruzzo. Nel 2022 consegue il diploma in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e nel 2024 frequenta il corso di Arti Visive condotto da Paolo Canevari presso l’Accademia Nazionale di San Luca a Roma. Nel 2025 partecipa a Mediterranea 20 – Young Artists Biennale. Il suo lavoro è stato presentato in istituzioni e spazi indipendenti, tra cui Galeria Casa Matei, Cluj-Napoca (2025), Parco Regionale di Veio, Roma (2024), Officine Brandimarte Art Space, Ascoli Piceno (2024), Cavallerizza Reale, Torino (2023), Museolaboratorio d’Arte Contemporanea, Città Sant’Angelo (2022), Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi (2021) e MAXXI L’Aquila (2021). Ha inoltre partecipato a diverse residenze artistiche, tra cui Le Fonticelle, The Shed, Campidarte ed EuroFabrique presso il Grand Palais Éphémère di Parigi. La sua pratica interdisciplinare attraversa installazione, disegno, pittura e scrittura poetica, sviluppandosi a partire dalle trasformazioni geopolitiche che attraversano i territori contemporanei. La ricerca si concentra sui concetti di limite, confine e spazio, con particolare attenzione alle dinamiche di mappatura come strumenti di lettura delle stratificazioni, delle relazioni e delle tracce che connettono luoghi e comunità.
Simone Marconi
Simone Marconi (Recanati, 1996) vive a Venezia e lavora presso l’artist-run studio Zolfo Rosso. Dopo sette anni trascorsi a Bristol (Regno Unito), dove nel 2024 consegue il diploma in Art and Writing presso la UWE – University of the West of England, nel 2025 si trasferisce a Venezia per frequentare il corso magistrale in Arti Visive e Cinema Espanso allo IUAV. La sua pratica interdisciplinare attraversa installazione site-specific, performance, scrittura e progettualità laboratoriali, combinando approcci poetici e intuitivi come strumenti di costruzione narrativa. Il suo lavoro si muove lungo una soglia instabile tra tangibile e immaginario, permanente ed effimero, creando dispositivi aperti che invitano il pubblico a confrontarsi con le complessità emotive del presente. Attraverso il paradosso e la sospensione, le opere si configurano come elementi in bilico, potenzialmente attivabili o come reliquie di storie dal finale incerto. Attualmente la sua ricerca si concentra sulla scrittura intesa come fenomeno elastico, scultoreo e performativo, indagandone il ruolo attivo nei processi storici e nelle dinamiche della costruzione del linguaggio. Il suo lavoro è stato presentato in spazi espositivi tra cui Palazzo Diedo Berggruen Arts (Venezia), La Fucina del Futuro (Venezia), Spike Island (Bristol), Promenade Weekender (Weston-super-Mare), 571 Oxford Road (Reading), Safehouse 2 (Londra), La Fabbrica (Milano) e Avantgarden Gallery (Milano).
Iacopo Pinelli
Iacopo Pinelli (Gavardo, 1993) vive e lavora nelle Marche. Dopo la formazione all’Istituto d’Arte, nel 2018 consegue il diploma di laurea magistrale in Arti Visive – Decorazione Pittorica presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. La sua ricerca, inizialmente legata alla pittura, si sviluppa progressivamente verso la scultura e l’installazione attraverso una costante sperimentazione di materiali e processi strettamente connessi all’esperienza quotidiana. Il suo lavoro si configura come un esercizio di rallentamento dello sguardo, volto a restituire centralità a gesti minimi, ritualità ordinarie e dettagli apparentemente marginali. Attraverso simboli, metafore e allegorie, costruisce dispositivi poetici che interrogano il rapporto tra memoria, tempo e dimensione collettiva, trasformando il quotidiano in uno spazio di consapevolezza condivisa. Dal 2014 espone regolarmente in Italia e all’estero, con mostre personali e collettive ospitate da istituzioni, gallerie e spazi indipendenti tra Milano, Napoli, Roma, Barcellona, Madrid e Mosca. Tra i riconoscimenti più recenti figurano il primo premio al Premio Sulmona (2025) e la selezione tra i finalisti dell’Exibart Prize (2022). Attualmente insegna Design dei Metalli presso il Liceo Artistico di Macerata.
Ado Brandimarte
Ado Brandimarte (Ascoli Piceno, 1995) è un artista e curatore che vive e lavora nelle Marche. Dopo il diploma all’Istituto d’Arte, consegue con lode la laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Parallelamente alla propria ricerca artistica, dal 2021 dirige Officine Brandimarte ad Ascoli Piceno, spazio indipendente dedicato alla produzione, alla sperimentazione e al dialogo tra pratiche contemporanee. È stato visiting lecturer presso la University of Arts and Design di Cluj-Napoca, in Romania. La sua pratica attraversa installazione, scultura e progettualità pubblica, indagando il rapporto tra memoria, ritualità e dimensione collettiva. Tra le opere pubbliche realizzate figurano il Monumento alle vittime del terremoto di Accumoli (2017) e il Monumento ai donatori marchigiani di midollo osseo (2021). Accanto all'attività espositiva, sviluppa progetti curatoriali in Italia e all'estero, tra cui Interminati Spazi presso Galeria Casa Matei a Cluj-Napoca (2025) e Santa Queer – Atto I: la Beatificazione alla Cappella Orsini di Roma (2023). Ha partecipato a numerose mostre, fiere, residenze e workshop internazionali, ottenendo riconoscimenti come il PRS Talent Prize (2020).
Marzio Zorio
Marzio Zorio (Moncalieri, Torino, 1985) vive e lavora a Torino. Artista visivo, musicista e creatore di strumenti musicali, sviluppa una pratica interdisciplinare che attraversa arti visive, suono e performance. La sua ricerca si concentra sul rapporto tra suono, spazio, memoria e sistemi di comunicazione, attraverso la costruzione di dispositivi, macchinari e strumenti che non producono risposte definitive, ma attivano processi di ascolto, relazione e interrogazione. Le sue opere si configurano come sistemi imperfetti e aperti, capaci di modificarsi nell'incontro con il pubblico e con il contesto che le ospita. Centrale è l'indagine sulle proprietà spaziali del suono e sulla sua capacità di mettere in relazione architetture, corpi e ambiente. Nel 2020 vince il premio #raccontoplurale della Fondazione CRT di Torino. In ambito musicale collabora con Nicolas Jaar alla realizzazione di strumenti utilizzati per l'album Telas (2020) e compone una traccia per Caves – A Compilation of Silence, pubblicato dall'etichetta Other People. È fondatore di SONRO – Suono Ogni Notte nel Rovescio dei miei Occhi, collettivo dedicato alla ricerca e alla diffusione delle pratiche sonore nelle arti visive. Il suo lavoro è stato presentato in numerose istituzioni italiane e internazionali.
Simone Doria
Simone Doria (Macerata) è un artista visivo, curatore e ricercatore nell'ambito del suono. Diplomato all'Accademia di Belle Arti di Macerata in Pittura (2015) e in Scultura / Video-scultura installativa (2018), sviluppa una pratica interdisciplinare che intreccia arti visive, ricerca antropologica, paesaggio sonoro e metalinguaggi artistici. Il suo lavoro indaga i rapporti tra memoria, ritualità e percezione, cercando di cogliere ciò che permane tra i ritmi del contemporaneo, i substrati culturali e i sistemi di segni che attraversano il mondo sensibile. Dal 2021 è fondatore del Collettivo Sorgente e della label musicale Oceani Records; dal 2022 cura il progetto Universo a Sonagli e la ricerca sonora per il rito teatrale diretto da Giorgiomaria Cornelio nell'ambito del festival I Fumi della Fornace. Dal 2024 collabora con lo spazio indipendente Officine Brandimarte. Negli ultimi anni ha esposto in Italia e all'estero, tra cui Palazzo Ghergo (Fabriano), Lamma Art Collective (Hong Kong), Casa Matei (Cluj-Napoca, Romania), Scuola Grande di San Teodoro (Venezia), Officine Brandimarte (Ascoli Piceno) e nello spazio McZee di Montecassiano.
