WTF HAPPENED LAST NIGHT
Laboratorio di performance, cartografia affettiva e gioco collettivo
→ Thomas Bentivoglio
Il video musicale creato per la celebre hit del 2011 ‘Last Friday Night (T.G.I.F.)’ interpretata dalla popstar Katy Perry rappresenta nel vasto immaginario della cultura pop un archetipo occidentale specifico e radicato, quello della festa a cui vorremmo essere invitati. In questo intervento site-specific la sceneggiatura originale usata dal regista Marc Klasfeld per produrre e dirigere il celebre video musicale viene spogliata del suo immaginario visivo e usata come canovaccio da riproporre in un contesto notturno, periferico e isolato. La ricetta per la ‘festa perfetta’ mette in fila stereotipi hollywoodiani con dinamiche romantiche idealizzate, trasformazioni personali e nomi di celebrità che, ora fuori posto, si ritrovano improvvisamente osservati da una nuova prospettiva. A tarda notte, dopo la festa, il testo scorre silenziosamente in una video-proiezione continua effettuata sulla superficie di un camion nei paraggi del festival.
Thomas Bentivoglio, nato a Fermo nel 1998, è un artista visivo trans-disciplinare. La sua pratica artistica prevede l'utilizzo orizzontale e interdipendente di media come fotografia, video, performance, interventi site-specific, disegno, scultura e opere testuali. Dopo una formazione da filmmaker e un Master of Arts in pratiche curatoriali all’Accademia di Brera, Thomas Bentivoglio decide di dedicarsi completamente alla ricerca artistica. Il suo lavoro si basa su un profondo interesse per lo storytelling che viene approfondito attraverso linee di ricerca specifiche e tematiche. Tra queste emerge il rapporto tra narrazione storica e personale, l'escapismo adolescenziale e le narrazioni eroiche. Dal 2020 Bentivoglio ha presentato il suo lavoro in spazi espositivi, festival e istituzioni pubbliche e private; tra le partecipazioni dell'artista figurano il Premio d'Arte Treviglio [Premio Speciale della Giuria, 2023 ] e la XII Biennale del MAM di Mantova. Attualmente vive e lavora a Roma.
21/08/2026, dalle 00
LOTTO
22/08/2026, dalle 00
LOTTO
LA FESTA
Installazione
→ Ismaele Nones
Il progetto rappresenta una grande voliera con all’interno uno stormo di uccelli mitici, reali e immaginari. Questi volatili ballano, danzano, combattono e si scontrano. Il ritmo è frenetico. La musica è incessante. Tutto è di fretta.
In basso a destra, la piccola porta della gabbia è aperta. Si potrebbe uscire quando si vuole.
Chi c’è a controllare chi esce e chi entra? Non vi è nessuno.
E se fosse che noi abbiamo paura di lasciare la festa?
Cosa c’è oltre la festa?
Cosa si sente una volta usciti?
Che suoni ci sono in un tempo di non festa?
L’opera riflette sulla scelta di rimanere nella festa e sul perché non siamo capaci di lasciarla.
L’opera rappresenta, in maniera ironica e festosa, la paura del tempo non ebbro, del vuoto. Quel
vuoto che si presenta quando non vi è musica, non vi è intrattenimento, non vi è altro che noi.
La porta è lì. È aperta.
La domanda non è perché non possiamo uscire.
La domanda è perché scegliamo di restare?
Ismaele Nones nasce a Trento il 6 agosto 1992. Segue il padre iconografo collaborando a opere monumentali. Studia pittura all'Istituto d'Arte Vittoria di Trento (2006) e scultura all'Accademia di Belle Arti di Venezia (2013–2018). Nel 2021 vince il premio Casarini Under 35 ad Art Verona; nel 2022 tiene la sua prima personale alla galleria Lunetta 11. Nel 2023 è tra i 30 under 30 più promettenti dell'arte italiana, finalista del 22° Premio Cairo, espone alla Triennale di Milano in "Pittura Italiana Oggi" e a Miami. Nel 2024 realizza la personale "Chiara confusione" a Parma presso la galleria Niccoli. Nel 2025 il MAC di Lissone gli dedica la sua prima grande istituzionale "A chi parlo quando parlo"ed è selezionato per la mostra “Pittura Italiana Oggi. Nuova Scena.” itinerante in America Latina. Nel 2026 realizza il drappellone del Palio di Luglio di Siena, inaugura due personali a Venezia e a Palazzo Pubblico di Siena. Sempre nello stesso anno viene selezionato all'Italian Council del Ministero della Cultura con un progetto in programma a Istanbul Modern nel 2027. Vive e lavora a Torino.
20 - 23/08/2026
FACCIATA PALAZZI ROSA
Surplace Radio
Sound performance & record launch di L’altro Hotel (Xong collection - dischi d'artista)
→ Michele Di Stefano
Surplace Radio trasmette da una posizione estemporanea un palinsesto di novità discografiche e deliri etnomusicali, a partire dalla raccolta dei brani di L’altro Hotel, un progetto discografico che fa collimare in maniera lucida e divertita frammenti di una vasta collezione di memo vocali raccolte in giro per il mondo come un catalogo di suoni localizzati, momenti precisi dell’esperienza personale. Convertendo il riferimento diaristico in un oggetto fruibile da chiunque, l’elaborazione del disco è consistita nella trasformazione di queste registrazioni in brani ispirati da fantomatiche teorie sull’ascolto non selettivo (‘placed music’ o ‘accanto theory’) e presentati sotto forma di un programma radiofonico ormai alla sua cinquantaquattresima puntata. Michele Di Stefano, il conduttore, li contestualizza secondo i canoni del giornalismo musicale. Il risultato è una fuga dal field recording e dalla letteratura di viaggio, con l’approdo ad un territorio più complesso, dove finzione e realtà cospirano per immergere l’irrequietezza dello spostamento in una foschia condensata dal potere immaginifico del suono.
Michele Di Stefano/mk è presente sulla scena internazionale dal 2000 con un vasto corpus di spettacoli, ambienti coreografici e sistemi evolutivi basati sulla ricerca dinamica, la letteratura di viaggio e la meteorologia. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi per la sua attività e commissioni coreografiche da Aterballetto, Korean National Contemporary Dance Company, Nuovo Balletto di Toscana e dal Ballet de Lorraine. È stato consulente della programmazione danza del Teatro di Roma e ideatore dei cicli di performance TROPICI (Angelo Mai Roma) e BUFFALO (Palazzo delle Esposizioni, MACRO e Museo Nazionale Romano). Dal 2025 fa parte del team curatoriale del Festival Short Theatre. Alla circuitazione degli spettacoli affianca una intensa attività di incontri, laboratori e proposte sperimentali, tra le quali la Piattaforma della Danza Balinese al Festival di Santarcangelo. Nel 2014 riceve il Leone d’argento per l’innovazione nella danza alla Biennale di Venezia. Ha pubblicato Agenti autonomi e sistemi multiagente (Quodlibet 2012) assieme a Margherita Morgantin, un testo di istruzioni coreografiche e report climatici, e l’LP L’altro Hotel (Xong collection – dischi d’artista, Xing 2025).
22/08/2026, ore 19
SPAZIO SEDE
Unfiltered
Performance
→ Francesca Santamaria con la partecipazione di Juan Claudio Averoff Rico aka Ramingo
Ideato per I Fumi della Fornace, Unfiltered è un attraversamento scomposto e senza filtri dell'archivio della trilogia GOOD VIBES ONLY. Attraverso una riflessione sullo scrolling, gesto semplice e ripetitivo che permette di attraversare all'infinito un flusso di contenuti, la progettualità si confronta con la questione dell’ iper-performatività contemporanea. In Unfiltered il flusso viene interrotto. L'archivio viene riaperto, smontato e ricomposto dal vivo, lasciando emergere anche ciò che normalmente rimane fuori dall'inquadratura, abitando quel tempo sospeso e privato in cui il corpo non è più chiamato a performare e a produrre consenso. Cosa sopravvive delle good vibes quando si è svuotata la pista da ballo? Cosa resta quando il filtro viene rimosso? Cosa accade quando non c'è più niente da mostrare?
Francesca Santamaria è un’artista attiva nell’ambito delle performing arts. La sua ricerca si concentra sulle logiche prestazionali contemporanee e, attraverso il corpo in movimento e i suoi limiti, riflette sul concetto di performante. Nel 2022 prende parte al percorso di ricerca triennale Incubatore per futuri coreografi CIMD e contestualmente consegue la laurea magistrale in “Scritture e produzioni dello Spettacolo e dei Media” alla Sapienza con una tesi sulla drammaturgia della danza. I suoi lavori vengono presentati in numerosi contesti e festival nazionali e internazionali come B.Motion/Operaestate, Romaeuropa, Bolzano Danza, MILANoLTRE, Spring Forward e selezionati per piattaforme nazionali e internazionali tra cui Vetrina della Giovane Danza d'Autore (2023, 2025), Crossing the Sea 2025/27, Nouveau Grand Tour 2025 (Théatre de Vanves & IIC Parigi). Nel 2026 è artista Aerowaves #Twenty26.
23/08/2026, ore 19
CAPANNO DEL FRUTTO
Stanza (Valle Cascia)
Performance one to one
Gaetano Palermo e Michele Petrosino
Il duo Gaetano Palermo e Michele Petrosino presenta una performance installativa, in cui un corpo abita una camera, per otto ore al giorno, in uno stato di volontario abbandono a occhi chiusi. Il pubblico, uno alla volta, è invitato a entrare nella stanza, metafora delle soglie che custodiscono il sonno: mura, porte, finestre, palpebre. La drammaturgia del suono e dello spazio mette in tensione il confine tra interno ed esterno, questionando la fisionomia del reale e generando una dimensione sospesa di incontro con lo spettatore, insieme ospite e intruso. Tra intimità ed esposizione, la performance one-on-one “Stanza” interroga il sonno come condizione di vulnerabilità condivisa: uno spazio ambiguo tra abbandono e cattura, sullo sfondo di un’epoca attraversata da logiche di sorveglianza e consumo.
Gaetano Palermo e Michele Petrosino formano un duo artistico attivo tra coreografia e arti visive. La loro ricerca indaga l’ontologia della performance al confine tra realtà e finzione, attraverso la lente del movimento e della stasi. Il loro lavoro è stato sostenuto e presentato da festival e istituzioni tra cui La Biennale di Venezia, Triennale Milano, Santarcangelo Festival, Teatro Regio di Parma, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Gender Bender Festival, MAMbo Bologna, IRA Festival, Fondazione Armunia, Sardegna Teatro e Kilowatt Festival. Dal 2023 il duo è sostenuto dall’organismo di produzione nazionale della danza KLm – Kinkaleri, Le Supplici, mk.
22/08/2026, ore 15-23
CASA DI ULDERICO
Un po’ di notte all’alba
Durational performance
→ Ludovico Paladini
“Un po' di notte all'alba” nasce dalla richiesta disperata di chi non riesce più a sostenere il ritorno al giorno, di chi vuole restare dentro la notte per ritardare il contatto con la realtà, con la solitudine e con la violenza del mondo.
La ricerca prende la forma di una festa che sta costantemente finendo: una supplica rivolta al dj perché metta un ultimo pezzo, perché continui a coprire, ancora per poco, il rumore del mondo che torna alla realtà. Attraverso voce, musica e relazione con lo spazio, la ricerca esplora la festa come luogo ambiguo: spazio di fuga e anestesia, ma anche luogo di vicinanza estrema tra corpi sconosciuti e vulnerabili.
La performance abita la soglia tra notte e alba, tra euforia e collasso, cercando di trattenere quel momento chiedendo ancora una traccia, ancora qualche minuto di buio, ancora un po’ di notte.
Nato a Roma nel 1998, Ludovico Paladini si è diplomato nel 2020 alla Manufacture di Losanna, in Svizzera.
Nel 2021 Ludovico entra a far parte della compagnia di Maria La Ribot, con la quale crea e interpreta “La Bola” (2021), “DIEstinguished” (2022) e presenta la propria creazione “Ombregraphie” (2023) all'ADC di Ginevra.
Nel 2020 presenta “Tales of FreeDoom” al Teatro delle Muse di Ancona, replicato al festival INTEATRO di Polverigi e a Pesaro; nel 2022 co-firma una versione cinematografica del suddetto spettacolo con Riccardo Saraceni.
Da settembre 2023 è artista associato presso L'Abri di Ginevra.
Durante l’anno 2025/26 è uno degli artisti accompagnati nel programma di residenze GRANDLUXE.
Nel Novembre 2024 presenta la sua creazione "LovPoem" al Teatro Sperimentale di Ancona grazie al supporto di Marche Teatro, e nel settembre 2025 lo presenta al festival de La Batie a Ginevra.
21/08/2026, inizio ore 23.30
SPAZIO SEDE
DIFFUSA
Diffusa nasce con l’obiettivo di esplorare la profonda relazione tra coreografia, danza, ambiente, paesaggio, performance e arti visive. Ragionando sulla continua contaminazione tra linguaggi e media artistici, la pratica curatoriale si pone in analogia con la pratica coreografica intesa come epistemologia e territorio di sperimentazione artistica, fisica e sociale. Da qui nasce l'esigenza di ricontestualizzare nuovamente Valle Cascia, luogo atopico e marginale che diventa terreno fertile per la ricerca sulla relazione tra corpi e morfologia della periferia stessa. La Rassegna vuole, dunque, riflettere sul rapporto tra questioni ecologiche, concetto di natura, corpo sociale, fruizione di un evento e l’impatto che questo ha sulla comunità, superando l’idea statica di museo.
Intempestiva. Esercizi per corpi in festa è il progetto 2026 che interroga la condizione contemporanea del “vivere in festa”, in una continua esaltazione del presente, dove la fine della festa sembra sempre rinviata e il ritorno alla realtà sempre più incerto.
Curatrice rassegna Diffusa Giulia Pigliapoco
Produzione Diffusa Sofia Domeniconi
Cura della grafica e del manifesto Margherita Fiorini
Assistente alla produzione Andrea Petrassi