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DIORAMA

Progetto laboratoriale a cura di Matilde Maria Luzi.

La miniatura è una delle abitazioni della grandezza.
— Gaston Bachelard

Diorama immagina Valle Cascia come la riproduzione in scala di agglomerati urbani, metropoli e poli produttivi. È in questo paesaggio — ogni anno osservato, sezionato e ricostruito — che prendono vita attività multidisciplinari, con l’obiettivo di tradire il fare contemporaneo e ripensarlo all’interno di un immaginario diverso.

Le riproduzioni dioramiche, che germogliano dalla provincia, intendono riflettere sulla complessità e sulla ricchezza dei dettagli che in essa risiedono, ma che troppo spesso diventano invisibili o abitudinari. In un contesto di archeologia industriale come quello di Valle Cascia, Diorama crea una scatola semi-aperta che i corpi possono attraversare collettivamente.

Diorama è quindi un invito a osservare piccoli spazi, spesso dimenticati e relegati ai margini dei margini, per operare nella creazione di scenografie nuove. Tradire il fare significa, in questo senso, utilizzare pratiche che permettano di agire trasgredendo gli immaginari comuni. La rassegna ci permette di guardare lo spazio attraverso una lente esterna, per poi entrarci e accettare di essere piccoli insieme al luogo. Perché essere miniature all’interno di panorami enormi è, forse, l’ultima libertà che ci è rimasta.

L’orientamento curatoriale della rassegna di questa ottava edizione muove dal concetto di Giocare sul limite come passatempo, declinando il tema portante del festival, Lasciare la festa, attraverso una lente squisitamente ludica. Il gioco viene qui esplorato nella sua interezza come strumento di indagine e riappropriazione territoriale: un processo profondamente radicato nella quotidianità, nell'immaginario e nelle frizioni della provincia. La festa è così riletta come punto di convergenza, partita aperta e scommessa collettiva; un'azione che abita gli spazi vuoti del territorio per riscoprirli e risignificarli, trasformando la geografia locale in una vera e propria tabula lusoria. Agosto, il mese che da otto anni ospita I fumi della fornace, sancisce la fine di un periodo di sospensione e riconnessione. Sul crinale che chiude l’estate, le attività diventano lo strumento per interrogarci su cosa significhi la fine di un momento e l'esaurirsi di un rito: cosa lascia dietro di sé una festa e cosa ci permette di raccogliere.

ERSILIA ... il gioco continua!

Laboratorio di performance, cartografia affettiva e gioco collettivo

→ Les Friches

Attività-performance liberamente tratta dal testo visionario “Le città invisibili” di Italo Calvino. Il racconto di Ersilia (Le città e gli scambi 4) dà l’avvio al gioco. Gli “abitanti” iniziano a conoscersi ed insieme realizzano piccoli gomitoli di lana in un momento informale fatto di semplici gesti, movimenti lenti e chiacchiere libere. Nello spazio tendono i fili fissandoli da una cosa all’altra, un ramo, un cespuglio, una piccola pietra, un filo d’erba, una panchina... Creano piano piano un intrico di fili tesi rendendo visibili le relazioni, quelle tra le persone, tra i loro corpi e lo spazio, tra le parole e i silenzi. Ersilia prende forma in una coreografia spontanea e ludica. “Quando i fili sono tanti che non ci si può più passare in mezzo, gli abitanti vanno via”... tutti, adulti e bambini, continuano a giocare e a contaminare altri territori: trasformano gli spazi in luoghi di scambio e condivisione, guardano da lontano ciò che rimane di una festa.

Les Friches è un’associazione culturale nata a Macerata nel 2011. Il termine friches indica gli spazi incolti del pianeta che insieme ai luoghi residuali (dèlaissè) delle città costituiscono i territori rifugio per la biodiversità e in cui lo scorrere del tempo prende altri ritmi che sono innanzitutto quelli della natura (“Manifesto del Terzo paesaggio”, Gilles Clement). 

Les Friches progetta, realizza e documenta attività volte a sviluppare il pensiero progettuale creativo e il fare manuale, lo fa attraverso l’uso di materiali accuratamente selezionati di origine naturale, di post-consumo e scarti di lavorazione. Indaga lo spazio urbano promuovendo il gioco spontaneo, la progettazione partecipata e l’autocostruzione con il coinvolgimento di bambine/i ed adulti, per ripensare insieme i luoghi pubblici della città. Rintraccia nel fuori un ambiente privilegiato di apprendimento continuo.

Daniela Brascugli, Roberta Trovato e Samanta Ubaldi sono l’anima di questa originale e creativa realtà.

21/08/2026, ore 10.00
CERCHIO

QUOTA PARTECIPATIVA: 10 €

Vuoi partecipare? Riservati un posto: iscriviti contattando viola.domenella@congerie.org e invia una email con i tuoi dati (nome, cognome, numero di partecipanti e età)!

Dal racconto al canto.
Dalle fiabe al coro. 

Laboratorio di scrittura, coro e canto

→ Simone Bompadre

Un laboratorio intergenerazionale che unisce bambini e adulti in un percorso creativo, partendo dalle fiabe marchigiane per trasformarle in poesia e musica. 

Sviluppato in sei ore e diviso in tre blocchi, il progetto parte nel primo modulo dall'esplorazione della metrica: la sillaba, la posizione, il piede metrico nelle sue quattro forme, fino all'analisi di ottonario ed endecasillabo. 

Nel secondo blocco, dopo la lettura del testo e un brainstorming collettivo, si passa alla scrittura creativa di versi in rima attraverso il metodo "ScriColl" (scrittura collettiva). 

Il terzo modulo è infine dedicato alla messa in musica, focalizzandosi sulla produzione melodica della poesia e sul successivo arrangiamento su melodie popolari. Un'esperienza in cui schemi metrici e ritmici si fanno gioco comune, per riscoprire il patrimonio letterario trasformando il racconto in canto condiviso tra le generazioni.

Insegnante di area linguistica nella scuola primaria, propone attività laboratoriali interdisciplinari e trasversali che intrecciano ed elaborano testi narrativi per bambini con la poesia e la musica, in particolar modo raccogliendo materiale dal patrimonio della tradizione orale. Tali proposte sono il risultato di un lungo percorso musicale di ricerca e di recupero, oltre allo studio della metrica poetica in funzione della composizione musicale.

Suona chitarra classica, organetto diatonico, tamburello e bouzouki. Nel 2002 è cofondatore del Gruppo Folk Vincanto con il quale incide tre cd: Vincanto (2004), Trainanà d’amore (2007) e Canti Popolari della Libertà (2008). 

Nel 2011 partecipa, in qualità di musicista, allo spettacolo di Commedia dell’Arte della compagnia Il Carro dei Comici, che si tiene al Festival Internazionale del Teatro ad Avignone (Francia)

Dal 2017 collabora con la compagnia teatrale fiorentina “Simona Bucci”, con la quale ha collaborato in vari spettacoli di danza contemporanea, in qualità di musicista.

Nel 2022 fonda il gruppo di musica etno-world “Alboreando”.

21/08/2026, ore 15.00
CERCHIO
22/08/2026, ore 10.00
CERCHIO
23/08/2026, ore 10.00
CERCHIO

QUOTA PARTECIPATIVA: 15 €

Vuoi partecipare? Riservati un posto: iscriviti contattando viola.domenella@congerie.org e invia una email con i tuoi dati (nome, cognome, numero di partecipanti e età)!

Come si spegne il suono

Laboratorio di acustica liminale e fonosfera della festa

→ Fera

Il laboratorio/performance è un invito a porre attenzione sulle dinamiche acustiche che si svolgono durante la conclusione della festa. Posto che il concetto di silenzio è virtuale e culturale, andremo a intervenire sull'interstizio liminale in cui la festa si conclude, il suono si "spegne" e con lui l'ecosistema sonoro si altera e riconfigura. È uno spazio più ricco di suoni di quello che sembra in un primo momento: i corpi si riallineano alla loro postura abituale, i musicisti e i tecnici disallestiscono, i suoni circostanti riprendono forza dopo essere stati vittime per ore dei volumi dell'impianto. Nella serata di sabato utilizzeremo i telefoni come strumenti d'indagine, per registrare qualunque suono più o meno incidentale possa comparire in questo frangente, per poi campionarli, alterarli e restituirli con una performance live a conclusione della festa di domenica, giocando sullo slittamento tra lo stare simultaneamente dentro la festa ed abitare lo spazio sonoro della sua fine.

Fera è l’identità sonora di andrea de franco. Nel 2020 comincia a pubblicare i suoi dischi per maple death records ed entra nel collettivo undicesimacasa, con cui organizza a Bologna concerti assurdi e feste strane. Intreccia pratica sonora e visiva, occupandosi anche di autoproduzione, fumetto, locandine e grafiche per dischi. Nei suoi live fera porta con sé macchine obsolete che gestiscono suoni disorganizzati. In parallelo collabora con diversi altri musicisti, tra cui Jonathan Clancy, Massimo Carozzi, J.H. Guraj, Mira, Laura Agnusdei, Radio Hito. Nei suoi DJset e nelle trasmissioni radio oscilla tra selezioni senza limiti di genere, lavorando sul contrasto tra spazi di ascolto dilatati e ritmi viscerali e corporei, spesso dilatando, rallentando e approfondendo.

22/08/2026, ore 15.00
CERCHIO 
23/08/2026, ore 2.30
FORESTA NERA

QUOTA PARTECIPATIVA: 10 €

Vuoi partecipare? Riservati un posto: iscriviti contattando viola.domenella@congerie.org e invia una email con i tuoi dati (nome, cognome, numero di partecipanti e età)!

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